Ansia da rientro: come gestire il ritorno dalle vacanze e i timori di nuove restrizioni

13 Settembre 2021 Psicologa Psicoterapeuta

Il ritorno dalle vacanze viene spesso vissuto con preoccupazione, ansia e con la sensazione di non riuscire più a fronteggiare tutte le richieste e impegni che giornalmente affrontiamo. Questa sindrome di adattamento, definita “sindrome da rientro” , può riguardare tutti e il rischio di svilupparla è tanto maggiore quanto più l’attività lavorativa svolta è di tipo intellettuale o quanto più le ferie sono lunghe e concentrate.

I sintomi si manifestano nella fase di passaggio tra il periodo di svago e di riposo e la ripresa delle abituali attività lavorative quotidiane.

Quest’anno, come del resto anche l’anno passato, il rientro dal periodo di ferie risulta caratterizzato, inoltre, da un’ulteriore incognita: il rischio di nuove restrizioni a causa della pandemia. Il ritorno alla routine, già difficile, è vissuto da molti con maggiore ansia e stati d’animo negativi per il timore di dover affrontare nuovamente delle limitazioni alla propria libertà. 

L‘ansia e la tristezza per la conclusione delle vacanze e la paura di nuove restrizioni possono riflettersi anche sul piano somatico determinando la comparsa di astenia, calo dell’attenzione, mal di testa, scarsa energia, diffuso senso di malessere, difficoltà digestive, insonnia e dolori muscolari.

Cosa si può fare per gestire l’ansia da rientro e il timore di nuove restrizioni?

Durante i primi giorni che seguono il rientro dalle ferie il nostro organismo deve “riabituarsi” nuovamente ai ritmi ed alle responsabilità quotidiane. Qualche accorgimento può però aiutarci ad affrontare con maggiore tranquillità il periodo post-vacanze. Una volta rientrati dalle ferie sarebbe opportuno riprendere tutte le consuete attività con gradualità in modo che il recupero della routine sia graduale e meno traumatico. Porsi piccoli obiettivi, non farsi sommergere dalla mole di lavoro, concedersi le ore necessarie di riposo notturno e seguire una corretta alimentazione risultano anche queste delle buone regole.

Altrettanto utile risulta essere il programmare qualche impegno piacevole (una cena tra amici, una piccola scampagnata o gita fuori porta…) che possa rappresentare un piccolo obiettivo da mettere in calendario.

La pandemia ci porta a confrontarci con l’idea che non è possibile prevedere come evolverà la situazione, nonostante ci siano adesso più armi nella lotta al coronavirus. Non possiamo essere certi che le attività sportive, ludiche  e sociali partiranno con gli stessi tempi e modalità di due anni fa. Si tratta ovviamente di elementi che sono fuori dal nostro controllo ma quello che è in nostro potere è immaginare e costruire delle alternative “piacevoli”, nel caso in cui le nostre “prime scelte” non siano percorribili. Abbiamo superato e gestito molti problemi e imprevisti dall’inizio della pandemia a oggi: questa capacità di gestione e riorganizzazione non è da dimenticare e può esserci d’aiuto nell’affrontare il nuovo anno.

Qualora ansia, preoccupazione e sindrome da rientro perdurino però nel tempo può essere opportuno chiedere un supporto ad uno Psicologo Psicoterapeuta per migliorare la capacità di gestione dello stress e, nello specifico, dello stress da rientro.

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